Vulcan Cymbals

Italian cymbals made in Turkey!

Ciao e ben ritrovati!

Nei giorni scorsi mi sono imbattuto in questi piatti. Si tratta di un recente brand siciliano che si avvale delle sapienti mani degli artigiani turchi.

Vulcan è un brand siciliano nato di recente, ma si avvale delle sapienti capacità costruttive della secolare tradizione turca. La scelta del nome è un chiaro riferimento all’Etna, simbolo della nostra Sicilia. Infatti, proprio ad omaggiare il famoso vulcano, nel loro catalogo troviamo anche una serie denominata proprio “Etna”, purtroppo non presente tra i piatti che ho avuto il piacere di testare.

Come dicevo, ho avuto la possibilità di provarli e di suonarli un po’, trovando questi piatti adatti principalmente al jazz. Anche le serie più “classiche”, tra quelle che ho avuto a disposizione, hanno un suono leggero e con un alone importante che li rende “jazz-oriented”. 

Tra questi piatti, il White Master si presenta con una finitura che ricorda la sabbia, ha un suono molto “washy”, ovvero, con un alone molto importante e una campana dall’attacco asciutto. 

Il Dark Master è un piatto dalle sfumature molto articolate, è il piatto con il suono più “dry” tra quelli provati. Ha un ping molto definito che sprigiona un alone ricco di frequenze dai toni caldi che non mascherano mai l’attacco della bacchetta. Il suo suono ricorda quello dei jazzisti classici, ma essendo di dimensioni maggiori a ciò che comunemente si utilizzava negli anni 30 e 40, le armoniche risultano essere un po’ più scure e moderne. La sua campana, nonostante le piccole dimensioni, risulta essere perfettamente equilibrata, mai poco presente o troppo invadente. Dal punto di vista estetico, trovo molto interessante anche la finitura di questo piatto così particolare (questo è il piatto che per mio gusto personale mi ha colpito di più).

L’Antique è l’unico piatto da 20″ che ho avuto a disposizione, tra tutti è quello con il suono più “rock”. La finitura ad anelli lucidi e grezzi alternati, ricorda la serie Sultan dei più noti Istanbul Mehmet, ma rimanendo sempre nel contesto sonoro jazz-oriented. Questo piatto non manca di colore, ne di armoniche, è un piatto abbastanza sottile e leggero dalle sonorità non particolarmente scure. La componente grezza è la chiave per un suono più controllato al livello di armoniche. Questa finitura la troviamo anche sulla campana di questo piatto e ne conferisce un suono più presente e preciso.

Il Legend è l’altro piatto di misura diversa, infatti, quello a disposizione è un ride da 21″. Il suo suono è particolarmente scuro e profondo, sembra un piatto di dimensioni più grandi! Il suo alone importante rimane sempre molto controllato e lineare.

Passando agli ultimi due piatti che ho avuto a disposizione, il Legacy è un piatto dal suono che definirei standard. Anche di questo mi ha colpito particolarmente il lato estetico, con una finitura simile al Dark Master, ma con il logo di color rosso acceso. Questo è un buon piatto dal colore mediamente scuro viste le dimensioni, 22″ non è proprio un piattino piccolino…
Il Classic invece, risulta essere un po’ meno dry e con delle armoniche un po’ più brillanti rispetto al Legacy. 

In conclusione, come da tradizione turca, tutti i piatti avuti in prova risultano “crashabili” senza mai diventare troppo invadenti. La campana è un elemento fondamentale che caratterizza le armoniche del piatto e in questi piatti risulta essere sempre ben equilibrata, forse solo il White Master soffre un po’ di una minor presenza della campana nonostante sia di dimensioni standard. Il Dark Master, invece ha una campana di dimensione più ridotta, ma non per questo meno presente, che conferisce un maggior controllo e complessità delle armoniche sprigionate da questo piatto.

I piatti che ho avuto il piacere di testare erano tutti ride, principalmente da 22″, i seguenti 6 piatti in tutto:
– White Master ride 22″
– Dark Master ride 22″
– Antique ride 20″
– Legend ride 21″
– Legacy ride 22″
– Classic ride 22″

Qui il sito ufficiale: http://www.vulcancymbals.com

Questi piatti sono stati testati su un batteria Ludwig del ’64, il rullante è un 14″ x 6,5″ in acero, assemblato da me e l’Hi-Hat, unico piatto non compreso tra quelli testati, è uno Zildjian K Custom Dark da 14″, un classico.
Il tutto è stato ripreso con uno Zoom Q3HD, senza alcun effetto o ritocco in post produzione.

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